Alberto Lenzi
per il BENESSERE e la TUTELA ANIMALE
lenzialberto - Febbraio 20th, 2016

Il PD che non è per abbattere i lupi !

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05280
Atto n. 4-05280 Pubblicato il 16 febbraio 2016, nella seduta n. 578

AMATI , CIRINNA’ , GRANAIOLA , VALENTINI , DE PETRIS – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. –
Premesso che:
il lupo è tutelato come specie prioritaria dalla direttiva “Habitat” 92/43/CEE, che ne impone a tutti i Paesi membri la tutela, proibendone la cattura, l’uccisione, la detenzione, il disturbo e la commercializzazione, prevedendo deroghe a tali divieti solo in eccezionali casi, accertate specifiche condizioni puntualmente previste;
in Italia, fin dai primi anni ’70, il lupo è stato sottoposto a tutela per la conservazione della biodiversità e della fauna selvatica del nostro territorio. Ciononostante, attendibili rilevazioni stimano che la sua presenza non superi le 1.500 unità;
a causa del bracconaggio, ogni anno vengono uccisi circa 300 esemplari di lupo, pari al 20 per cento della popolazione, attraverso l’utilizzo di cappi, bocconi avvelenati, armi da fuoco;
il lupo svolge un ruolo importante come predatore naturale di altre specie, spesso considerate esse stesse fonte di problemi per sovrappopolazione;
spesso, i danni per la predazione di animali da allevamento attribuiti al lupo sono, invece, opera di gruppi di cani abbandonati, talvolta ibridi, che adottano tecniche predatorie per sopravvivere. Un fatto notorio, causato dall’ancora limitata implementazione delle misure previste dalla legge nazionale per la prevenzione del randagismo (legge n. 281 del 1991), a più di 20 anni dalla sua entrata in vigore;
per la cattura degli esemplari ibridi e dei cani vaganti, al fine di preservare la purezza del lupo stesso, è stato recentemente messo in atto il piano “Life-Ibriwolf”;
considerato che:
si apprende dalla stampa che il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e l’Unione zoologica italiana avrebbero preso in considerazione l’ipotesi di abbattere esemplari di lupo e cani vaganti;
l’ipotesi ammetterebbe la possibilità di uccidere lupi e cani vaganti nella misura del 5 per cento del numero totale, giustificando tale deroga in funzione di una misura necessaria, per via della tensione sociale rilevata in alcune zone recentemente ripopolate dal lupo e delle rimostranze sollevate da alcuni allevatori;
considerato altresì che:
tale deroga non contemplerebbe gli obblighi in capo al nostro Paese, per quanto riguarda la conservazione e la tutela della fauna selvatica;
le esigenze degli allevatori e le esigenze di tutela della fauna selvatica possono essere bilanciate facendo ricorso a misure di prevenzione, già adottate dalla maggior parte degli allevatori nel nostro Paese, quali: recinzioni mobili, cani da pastore, ricoveri notturni per gli animali;
la deroga alle norme vigenti, consentendo l’uccisione di esemplari sottoposti a tutela, può implicare un incremento di fatto del bracconaggio e delle uccisioni illegali di fauna selvatica,
si chiede di sapere:
quale sia la posizione del Ministro dell’ambiente in merito agli obblighi in capo all’Italia per l’adeguamento della normativa nazionale a quanto stabilito dalla direttiva “Habitat”;
quale sia la sua posizione rispetto alla preoccupazione manifestata dall’opinione pubblica in riferimento all’adozione di metodi violenti di rimozione di esemplari di una specie sottoposta a tutela;
quali siano le misure previste per promuovere l’adozione di misure di prevenzione da parte degli allevatori, strumento essenziale per garantire la pacifica convivenza fra uomo e animali selvatici;
quali siano le misure previste dal Ministro della salute per garantire l’effettiva implementazione della legge n. 281 del 1991, strumento fondamentale per la prevenzione del randagismo e misura necessaria anche per affrontare il problema degli esemplari ibridi e delle predazioni.


received_10154537067254694-1Non tutti concordi nel PD e in Fi con la legge Remaschi su ungulati

La sensibilità riguardo il benessere animale è un sentimento che spesso riesce a superare le posizioni politiche e avvicinare mondi diversi. Come già affermato più volte siamo molto contrari alla soppressione degli ungulati in Toscana e già da tempo abbiamo proposto la sterilizzazione chimica come avviene in altri paesi europei . Che la nostra posizione sia minoritaria nei rispettivi partiti non ci spaventa: 20 anni fa lo era quella dei sensibili al tema ambientalista. Il coraggio e la tenacia non ci manca e continueremo il nostro faticoso lavoro interno di sensibilizzazione nelle rispettive forze politiche.

Manuela Granaiola, Michela Brambilla, Silvana Amati, Alberto Lenzi